TANNA

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Grüße aus Hannover!


Heidi Hintner, Evi Ferrarini und Donatella Trevisan verbrachten ein paar anregende und abwechslungsreiche Tage in Hannover, um bei Luise F. Pusch ein Praktikum zu absolvieren.


Sprengel Museum – Ausstellung Florentina Paskosta

 

Fotos: Donatella Trevisan

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PM/CS „We should all be feminists!“

Landesbeirat spricht sich für mehr Solidarität gegenüber Frauen in der Politik und in der Öffentlichkeit aus: „We should all be feminists!“ – 19.01.2018

 

Hasspostings und Beschimpfungen in den sozialen Medien haben in den letzten Jahren in erschreckender Art und Weise zugenommen. Frauen sind davon besonders häufig betroffen und das umsomehr, wenn sie in der Öffentlichkeit stehen. Gerade Politikerinnen werden mit regelrechten Shit Storms überflutet, mit sexistische Äußerungen herabgewürdigt und persönlich angegriffen. Diese leidvolle Erfahrung mussten die Kammerpräsidentin Laura Boldrini sowie Virginia Raggi, Bürgermeisterin von Rom und Chiara Appendino, Bürgermeisterin von Turin machen. Das Phänomen macht auch vor Südirol nicht halt. Vor einigen Tagen löste allein die Ankündigung, Laura Boldrini stelle in Bozen die Kandidatinnen und Kandidaten des neuen Wahlbündnisses vor, eine Hasswelle aus, die beschämend ist und so nicht hingenommen werden kann.

Meinungsfreiheit ist in unserer Gesellschaft ein hohes Gut und jeder soll das Recht haben, seine Sorgen und Ängste mitzuteilen. Doch persönliche Beleidigungen und gar Androhung von Gewalt haben weder mit freier Meinungsäußerung, noch mit sachlicher Kritik etwas zu tun und dienen lediglich dazu, Frauen den Mund zu verbieten. Die Folgen sind für alle, nicht nur für die betroffenen Frauen, verheerend. Denn Hass im Netz ist kein individuelles Problem für die Betroffenen, sondern ein gesellschaftliches, sagt die Menschenrechtsorganisation Amnesty International, die 2017 eine Umfrage zu den Erfahrungen von Frauen in Sozialen Medien in Auftrag gab. Mehr als drei Viertel (76%) der Frauen, die angegeben hatten, von Belästigung oder Missbrauch in den Sozialen Medien betroffen gewesen zu sein, gaben an, dass sie ihre Verhalten geändert hätten und ihrer Meinung zu gewissen Themen nicht mehr veröffentlichten.

 

Der Landesbeirat für Chancengleichheit verurteilt die Angriffe gegen Frauen im Netz auf Schärfste: „Ein respektvoller Umgang ist jedem Menschen geschuldet, unabhängig davon, ob man dessen politische Ansichten teilt oder nicht. Und es muss jedem bewusst sein, dass die Androhung von Gewalt einen Straftatbestand darstellt“, betont die Präsidentin des Landesbeirates für Chancengleichheit, Ulrike Oberhammer. „Unsere ganze Solidarität gilt den Frauen in der Politik, die mit Mut und Engagement ihren Weg gehen und sich von den Anfeindungen gegen sie nicht abschrecken lassen. Wir fordern Männer wie Frauen dazu auf, sich gegen frauenfeindliche Hasspostings zur Wehr zu setzen und diese gegebenenfalls zur Anzeige zu bringen. We should all be feminists!“

 

Ulrike Oberhammer

Präsidentin des Landesbeirates für Chancengleichheit

 

Bildunterschrift (Quelle: Frauenbüro)

Frauen des Landesbeirates für Chancengleichheit mit den Schürzen der Frauenorganisation Tanna. Das Zitat stammt von der nigerianischen Autorin Chimamanda Ngozi Adichie

 

 

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19 gennaio 2018 – Comunicato stampa

 

La Commissione pari opportunità per le donne chiede più soldiarietà con le donne in politica e nella vita pubblica:  „We should all be feminists!“

 

Odio e insulti sui social media negli ultimi anni hanno raggiunto dimensioni preoccupanti. I fenomeni di odio in rete colpiscono in modo particolare le donne, a maggior ragione se esse rivestono un ruolo nella vita politica istituzionale. Assessore, deputate, sindache vengono prese di mira da fiumi di odio o shit storms, carichi di sessismo, insulti denigratori e minacce. Ne sanno qualcosa la Presidente della Camera Laura Boldrini,  Virginia Raggi, la sindaca di Roma o Chiara Appendino, la sindaca di Torino. E le ondate di odio strabordano anche in Alto Adige.  Qualche giorno, fa il semplice annuncio dell’arrivo di Laura Boldrini a Bolzano per presentare candidate e candidati del nuovo movimento politico, ha suscitato un fiume di insulti vergognoso e intollerabile.

La libertà di espressione è un valore fondamentale della nostra società e tutti dobbiamo avere il diritto di esprimere le nostre paure e preoccupazioni. Ma insulti personali e minacce di violenza nulla hanno a che vedere con la libertà di espressione e la critica costruttiva e mirano esclusivamente a far tacere le donne. Con conseguenze disastrose non solo per le dirette interessate. Perché l’odio in rete non è un problema individuale della donna insultata, ma è un problema della società, coem sostiene Amnesty International, che nel 2017 ha incaricato un’inchiesta sulle esperienze delle utilizzatrici di social media. Oltre tre quarti (76%)  delle donne intervistate che avevano confermato di aver subito violenze o soprusi in rete, hanno detto di aver in seguito modificato il proprio comportamento, ad esempio, non pubblicando più le loro opinioni su determinati argomenti.

 

La Commissione pari opportunità per le donne condanna con fermezza gli attacchi in rete contro le donne: “Il comportamento rispettoso è un atto dovuto a ogni persona anche se non ne condividiamo le idee politiche. Inoltre, tutti si devono rendere conto che la minaccia di violenza è un reato”, sottolinea la presidente della Commissione pari opportunità per le donne, Ulrike Oberhammer. “Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle donne in politica, che con coraggio ed impegno continuano per la loro strada senza farsi intimorire dalle minacce. Invitiamo uomini e donne a difendersi contro gli attacchi di odio e di denunciare i soprusi se il caso lo richiede. We should all be feminists!“

 

Ulrike Oberhammer

Presidente della Commissione pari opportunità per le donne

 

Didascalia immagine (Fonte: Servizio donna)

Le donne della Commissione per le pari opportunità con i grembiuli realizzati dall’associazione femminile TANNA. La citazione è della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie